1. Parti dal bisogno, non dal profilo
Scrivi prima ciò che serve in una settimana normale. Se la famiglia non concorda sulle attività, sarà difficile valutare in modo coerente le candidate.
| Domanda iniziale | Cosa chiarire |
|---|---|
| Quando serve assistenza? | Fasce orarie, notti, fine settimana, convivenza e flessibilità. |
| Cosa deve fare? | Attività quotidiane concrete e confini delle mansioni. |
| Quanto è autonoma la persona? | Movimenti, pasti, igiene, orientamento e necessità di presenza. |
| Chi coordina? | Familiare di riferimento, aggiornamenti e gestione degli imprevisti. |
Se sono necessarie prestazioni sanitarie, occorre rivolgersi alla figura professionale abilitata: la badante non sostituisce infermieri, fisioterapisti o medici.
2. I sette criteri da confrontare
Bisogni della persona
Autonomia, abitudini, mobilità, memoria, comunicazione e necessità di supervisione.
Attività richieste
Compagnia, igiene personale non sanitaria, preparazione dei pasti, spesa, riordino e accompagnamento.
Orari reali
Ore, giorni, notti, festivi, convivenza ed eventuali sostituzioni.
Esperienza pertinente
Non soltanto gli anni di lavoro, ma esperienze con situazioni realmente simili.
Comunicazione
Capacità di ascoltare la persona assistita e aggiornare la famiglia in modo chiaro.
Referenze
Contatti verificabili, forniti con autorizzazione della candidata.
Condizioni
Compenso, mansioni, riposi, prova e modalità di regolarizzazione definiti prima dell’inizio.
3. Segui lo stesso percorso per ogni candidata
- Prepara una descrizione breve e concreta del bisogno.
- Seleziona soltanto profili compatibili con orari, zona e attività.
- Usa le stesse domande principali durante ogni colloquio.
- Chiedi e verifica le referenze con autorizzazione esplicita.
- Concorda per iscritto attività, orari, compenso e regolarizzazione prima dell’inizio.
4. I segnali da non ignorare
- Disponibilità o mansioni descritte in modo molto diverso tra un incontro e l’altro.
- Rifiuto di chiarire esperienze, periodi di lavoro o condizioni economiche.
- Referenti non informati o non riconducibili all’esperienza dichiarata.
- Pressione per iniziare senza definire rapporto, orari e compenso.
- Promesse di svolgere attività sanitarie senza la necessaria qualifica professionale.
5. Prima di dire sì
La persona assistita ha incontrato la candidata, quando possibile.
Attività e limiti sono chiari a entrambe le parti.
Orari, riposi, compenso e data di inizio sono definiti.
Le referenze sono state verificate correttamente.
La famiglia sa chi gestirà contratto, comunicazione INPS e contributi.
L’INPS ricorda che, nel caso di lavoro domestico subordinato, l’assunzione deve essere comunicata entro le ore 24 del giorno precedente all’inizio, anche durante il periodo di prova. Per il caso concreto è opportuno rivolgersi a INPS, patronato o consulente del lavoro.
Fonti e approfondimenti
- INPS — Cosa fare prima dell’assunzione di un lavoratore domestico
- INPS — Formalizzare l’assunzione di un lavoratore domestico
- Ministero del Lavoro — Contrasto al sommerso nel lavoro domestico
Contenuto informativo: non sostituisce una consulenza legale, contrattuale, sanitaria o professionale riferita al caso concreto.